(Questo articolo è apparso per la prima volta nel sito imprendiforma.it il 25 marzo 2018)

Io non so quanto durassero gli atti sessuali di Bergson, nei suoi testi non ne fa cenno. Quelli di Sting, che invece ne parla a profusione, a suo dire durano 7 ore. 7 ore ovvero 420 minuti, ovvero 25200 secondi.

Adesso, a parte il fatto che personalmente mi romperei le balle molto prima dello scadere dei 25200 secondi, capisco che possa esserci qualcuno che invidia Sting (data la diffusione delle pilloline blu, molto più immediate rispetto ad anni e anni di yoga)

E’ pur vero che anche la media ufficiale della durata dell’atto sessuale in Europa non ci fa onore, dato che è di 12 minuti ovvero 720 secondi, un abisso rispetto a Sting.

 

Ma nell’uno e nell’atro caso … è veramente quella la “durata” che ci interessa?

Cioè, veramente volete farmi credere che voi calcolate la durata del passatempo più bello della nostra esistenza in ore minuti e secondi?

Volete farmi credere che tenete traccia sul vostro Garmin anche delle calorie consumate, del tasso di disidratazione e della (ehm!) … distanza percorsa?

 

Dai … non ci credo!

 

Quindi facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire il concetto di “durata” in Bergson. Questo filosofo agli inizi del ‘900 si confrontava sul concetto di Tempo con scienziati del calibro di Einstein (con il quale ebbe anche una celebre diatriba), gente insomma che il concetto di tempo l’ha rivoluzionato anche in ambito scientifico.

Ebbene, secondo Bergson, il tempo è “Durata”, nel senso che viene percepito come un Flusso continuo e non divisibile (ti ricordi il paradosso di Zenone? … altrimenti vai a leggere il post di domenica scorsa sul multitasking). La Durata è l’unione della memoria, del presente, delle aspettative, dei sogni, del futuro … in una linea che non è né retta né divisibile.

 

Sostanzialmente non è che imparo a memoria il Kamasutra e se ho 30 minuti ovvero 1800 secondi a disposizione con la mia partner dedico 18 secondi ad ognuna delle 100 posizioni che ho memorizzato … piuttosto ci sarà quella che mi piace di più e magari uso solo quella.

Ma soprattutto mi godo il momento! Il flusso che parte dall’eccitazione iniziale e arriva al momento in cui ci si riveste in tutta fretta, come un tempo continuo e non divisibile.

 

INSOMMA, dopo questo piacevole intermezzo … torni al lavoro e cosa fai? Magari devi fare una cosa importante … ti concentri, ti isoli dal mondo e cominci a Fare (non importa quale sia la tua attività: telefonare a un cliente, scrivere, procedurizzare, vendere etc.).

 

Dopo esattamente 6 minuti ovvero 360 secondi (che chiaramente non hai contato perché hai capito cos’è la “durata”) vieni interrotto. Squilla il cellulare, un alert di Whatsapp, un collega molesto, insomma qualcosa che interferisce con il flusso magico che eri riuscito a creare.

Andavi come un Frecciarossa e sei stato costretto a fermarti di botto perché c’era Sting steso sui binari deluso dall’ultima performance che era durata solo 4 ore, 43 minuti e 15 secondi.

Adesso prima che riparti e raggiungi la velocità di prima (ammesso che ci riesci dato che adesso hai anche paura che ci sia qualcun altro ad intralciarti il cammino) quanto tempo ti serve?

Hai interrotto per qualche secondo … e non riparti più.

Ecco l’importanza di capire il concetto di Durata. Tutti i tuoi sforzi di pianificare, concentrarti, essere più produttivo … NON SERVONO A NULLA se non lasci che il tempo fluisca nella tua mente e nel tuo lavoro come un fiume placido e silenzioso che scorre nel bel mezzo di una giungla inaccessibile.

 

Con Imprendiforma avrai modo di approfondire l’uso del tuo tempo (anche se non posso insegnarti a “durare” 7 ore come Sting). Tra i corsi del 2018 c’è anche il classico “gestione del tempo” che, come puoi capire dai post … non sarà proprio classico!

Intanto puoi meditare sui miei post e farmi sapere cosa ne pensi.

Io domenica prossima ti parlo di come ho risolto il problema del tempo e della durata nella mia pianificazione personale.

 

W Sting!