(Questo articolo è apparso per la prima volta in imprendiforma.it il 9 settembre 2018 – il giorno del compleanno di mio figlio)

Ti avevo promesso che in questo post avrei parlato di “futuro”, di conseguenza continuo dopo 16 articoli a parlarti del tempo.

Eh si! E’ un argomento inesauribile.

Sei partito che non riuscivi a gestire il “presente”. Le mille cose da fare al lavoro, i problemi familiari, gli impegni inderogabili … non rimaneva il tempo per te stesso, per star bene, per fare quello che veramente ti piace.

Io spero sinceramente che tu sia riuscito a fare qualche passo avanti.

Se è così ne sono lieto. Ora vedi un po’ di luce. Hai fatto chiarezza dentro di te e guardi il mondo intorno con occhi diversi.

La dura realtà è che tutto il cammino fatto non è sufficiente. Se affronti i problemi man mano che ti si parano davanti andrai sempre in affanno. Magari ci saranno periodi migliori di altri ma prima o poi ti ritroverai nel caos e a farne le spese saranno in sequenza: tu (il tuo benessere, il tempo che dedichi a te stesso); i tuoi affetti (i figli, tua moglie, i tuoi genitori); il lavoro (la tua produttività e così via).

Pensare al futuro, per come la vedo io, significa proprio organizzare il più possibile il presente per avere una previsione di ciò che succederà. Anche se questo non significa che non dovrai provare a cercare nuove strategie.

Avrai senz’altro letto le frasi motivazionali di cui il web è pieno … “se continui a fare quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto” o simili.

E questo è senz’altro vero, se non fai azioni diverse da quelle a cui sei abituato non puoi aspettarti di ottenere risultati diversi …

Se i tuoi clienti non ti pagano … e tu continui a dargli i tuoi prodotti o servizi sperando che rinsaviscano … diciamo che stai programmando il tuo fallimento. Se invece decidi che i tuoi clienti pagano prima … magari hai timore a farlo perché non sono abituati così, hai paura di perderli … ma la soluzione potrebbe essere proprio questa.

Organizzarsi e provare!

Se tua moglie ti chiede ascolto e attenzione e tu continui a gozzovigliare con i tuoi amici al bar davanti alle prodezze di CR7 … è abbastanza probabile che un bel paio di corna non te le toglie nessuno! Al contrario, se ci tieni, puoi fare in modo di non tapparti le orecchie alle sue lamentele ma portarla in un localino, come facevi una volta, e ascoltarla e magari oltre ad evitare le corna … raggiungi anche un obiettivo secondario. Secondario per modo di dire … naturalmente.

Organizzarsi e provare!

Quindi il “fare cose diverse” è la condizione essenziale per ottenere risultati diversi.

La seconda condizione, è anch’essa estremamente importante. Anzi, forse è quella decisiva.

E’ quello che ti ho anticipato nel titolo di questo articolo: DEVI ESSERE DISPOSTO A TORNARE INDIETRO.

Questa cosa ha a che fare con l’apprendimento … e con le emozioni.

Quando pensiamo al futuro, ad un obiettivo che vogliamo raggiungere, mettiamo in campo delle strategie che pensiamo siano quelle giuste.

Le portiamo avanti con costanza e caparbietà, ma se poi non funzionano?

Qui è il nodo cruciale. La differenza tra il raggiungimento dell’obiettivo e il fallimento potrebbe stare tutta qui.

Gran parte delle persone si intestardiscono e insistono con un energia sempre maggiore a sbattere la testa nello stesso muro … che tanto non sfonderanno mai, anzi a sfondarsi sarà la loro testa!

Se accetti che hai sbagliato (cioè accetti che ANCHE TU puoi sbagliare), se accetti che hai fatto male i calcoli quando pensavi che le tue azioni avessero prodotto un determinato risultato e invece magari hanno peggiorato le cose, allora riesci anche a tornare indietro e provare una strada differente.

L’esempio lo prendo da una delle mie grandi passioni, l’alpinismo. Lì le conseguenze di perseverare nell’errore possono essere veramente fatali. Se sbagli la via di salita e ti trovi invischiato in un tratto di roccia molto al di sopra delle tue possibilità, oppure su una parete con gli appigli che ti si sgretolano tra le mani … SE NON TORNI INDIETRO e molto probabile che non la racconti!

In alpinismo i RISCHI che puoi prendere devono essere molto controllati. Quando sei di fronte ad un bivio e scegli di salire a destra invece che a sinistra … ad ogni passo devi chiederti: “ Ok, ma se ho sbagliato scelta … riesco a tornare indietro e provare a sinistra?”

L’ERRORE, insomma, fa parte della previsione. Se voglio raggiungere la vetta devo metterli in conto e prendere tutte le precauzioni possibili.

Ti dirò di più. Devi mettere in conto anche l’eventualità di rinunciare alla vetta! Se si supera una certa soglia di rischio … magari non ne vale la pena!

Se hai seguito un po’ le vicende degli alpinisti più famosi capisci al volo che quelli che sono rimasti vivi (fortuna a parte … che aiuta sempre) sono quelli che hanno saputo rinunciare (tornare indietro) in certe occasioni per prendersi poi la rivincita poco dopo (provando qualcosa di diverso o semplicemente provando la stessa cosa in condizioni diverse).

Potrei continuare a parlarti di alpinismo per ore e ore, e come scuola di vita non sarebbe male.

Ma tornando ai problemi concreti di noi uomini di pianura, la lezione è questa: anche se non rischi la pellaccia … AVERE IL CORAGGIO DI TORNARE INDIETRO, DI NON INTESTARDIRSI IN AZIONI CHE NON CI FANNO RAGGIUNGERE I RISULTATI … può salvarti da conseguenze pesanti

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