CHI SONO.

L’informatica è un punto di arrivo o di partenza? Può essere sia l’uno che l’altro?

Perché te lo chiedo.

Se sei uno di quelli che davanti a un PC o a uno Smartphone sul quale lavorano o cazzeggiano tutto il giorno mi dice: “io non ci capisco niente” … diciamo che l’informatica in realtà è un punto morto 

Sei in buona compagnia. La maggior parte delle persone che conosco utilizzano programmi complicatissimi e poi fanno fatica a spostare un file da una cartella all’altra.

Giorno dopo giorno ho visto imprenditori che con uno schiocco delle dita spostano centinaia di migliaia di euro in pochi secondi con una freddezza e capacità decisionale invidiabile, che poi hanno paura a fare taglia/incolla perché non sanno quello che potrebbe accadere.

Oppure impiegate che in pochi secondi aprono 1000 finestre di un software di contabilità e poi rimangono immobili per ore davanti ad una finestra che ti chiede “Vuoi andare avanti?”

Le emozioni ci danno sempre segnali molto simili tra loro. La paura è la paura, sia se stai camminando per strada che se stai davanti a un PC. La paura è importantissima, serve ad evitare che ci succeda qualcosa di grave o addirittura di irreparabile. Ci sono quelli cha la usano come stimolo e quelli che rimangono immobile utilizzando la strategia del riccio (che notoriamente può funzionare se il riccio è infastidito da un bambino curioso ma funziona molto meno se si sta avvicinando lo pneumatico nero di un Tir).

Quindi … se proprio vuoi sapere chi sono … ecco, sono uno che per 25 anni ha aiutato e tuttora sta aiutando tantissime persone a non avere paura davanti al PC! E’ vero che molti problemi li risolvo io direttamente dato che è il mio lavoro, ma è anche vero che mi vengono buttati sulle spalle un’infinità di problemi che in realtà potresti risolverti tranquillamente da solo, se non ci fosse quella dannata paura di fare l’errore irrimediabile.

Diciamo che siccome non stai maneggiando un’ampolla piena di Covid-19 … qualche errore puoi anche permettertelo.

Volevi sapere di me? Allora puoi leggerti il mio curriculum al contrario:

da 3 anni studio con Eugenio Olmetto, qui ti metto il link del suo blog, ma Eugenio è molto di più di quello che il suo marketing vuole farti vedere. Con lui ho iniziato lavorando sul Time Management (la gestione del tempo), poi lavorando sul Coaching Ontologico nell’ottica di riuscire a comprendere in profondità lo scopo delle mie azioni, i miei obiettivi e gli strumenti con i quali perseguirli. Strettamente agganciato a questo approfondimento ho lavorato sul Problem Solving, sulla capacità di affrontare il problema e lavorare per verificarlo e risolverlo (meglio ancora, superarlo).

Tutto questo potrebbe sembrarti molto astruso e lontano dal mio lavoro di informatico, in realtà è stato un lavoro indispensabile per superare i blocchi che mi impedivano di emergere. Anche perché prima di tutto sono un imprenditore e ho bisogno di un’azienda solida e di persone motivate che perseguano i miei stessi obiettivi.

Ultimo in ordine di formazione ho seguito il corso di IE (Intelligenza Emotiva) che … come puoi immaginare dopo quello che ti ho raccontato, è stato decisivo per sbloccare la mia innata ritrosia e mostrarmi al pubblico per quello che sono.

Tutto questo lavoro negli ultimi 3 anni … perché?

Nel mio caso la crisi dei 40 anni è arrivata un po’ in ritardo … ho iniziato che ne avevo 47 e da poco sono diventato uno “splendido” cinquantenne (non lo scrivo in numeri perché mi fa brutto!). Comunque questa crisi era dovuta ad una concomitanza di più fattori, non solo quello lavorativo ma anche personale e familiare, motivo per cui lavorare su me stesso, oltre che sull’azienda, era un passo indispensabile.

E dire che l’ultima formazione (se escludiamo tutto quello che ho studiato per le competenze necessarie al mio lavoro … sistemi operativi, reti, server etc.) risaliva all’università!

Diciamo che per 25 anni ho accumulato informazioni (che peraltro nel mondo dell’informatica durano quanto la vita di un moscerino in un raduno di Harley Davidson) e non ho più lavorato sul loro senso, sulla sistematicità e soprattutto sulla loro classificazione.

E non ho più lavorato nemmeno su quello che ritorna utile non a breve e brevissimo termine, ma a lungo termine, allo studio necessario a compiere progetti di lungo respiro, tipo quelli che ti portano alla laurea superando uno ad uno gli esami.

Chi sono …

Da 25 anni, quindi, mi occupo di informatica. Se guardo indietro vedo le schermate nere del DOS e le prime finestre di Windows 3.0. Erano gli inizi degli anni 90. Un PC poteva costare qualche milione di lire, e i floppy disk contenevano 720 Kb, quelli più costosi il doppio, 1,44 Mb (praticamente circa 3000 volte meno di una sfigatissima chiavetta USB da 4 Gb (che nemmeno si trova più, adesso il minimo è 8 Gb, pensa ad avere 6.000 floppy disk per memorizzare le tue foto!).

Aver seguito da vicino tutta l’evoluzione veloce e inarrestabile di questo mondo, chiaramente mi facilita non poco nel mio lavoro, anche perché ancora oggi (potete non crederci) da qualche cliente ancora girano i dinosauri di quegli anni.

Sempre in quegli anni ho iniziato ad occuparmi di reti e di internet. Internet praticamente non esisteva, i modem andavano a 2400 kbps (cioè almeno 120.000 volte più lenti di una connessione in fibra attuale … di medio livello). Mi ricordo ancora l’emozione quando siamo riusciti a configurare la prima trasmissione di dati da un computer all’altro in due sedi diverse.

Se devo andare ancora più indietro ti racconto dell’università. Sempre per mia fortuna sono stato uno dei primi a scrivere la Tesi sul PC, mio padre probabilmente si era svenato per permettermelo. E oltre alla tesi ci passavo le nottate a giocare con Indiana Jones, con una grafica che oggi farebbe ridere anche il più nostalgico dei nerd.

Insomma per me l’informatica è stata un punto di partenza, il punto di arrivo ancora è abbastanza lontano.

Il vero problema della situazione attuale è che nel tempo abbiamo perso sempre di più il controllo di quello che facciamo. Praticamente lo deleghiamo alle macchine e abbiamo una cieca fiducia che tutto funzioni per l’eternità. Non sono bastati miliardi di cassette, poi video-cassette, poi DVD gettati nella spazzatura, ancora il nostro cervello ci vuole convincere che l’ultima tecnologia sarà quella definitiva.

Con il Cloud perdiamo definitivamente il possesso dei nostri dati. Li appoggiamo non si sa dove non si sa per quanto e nutriamo una fiducia cieca che saranno li per sempre.

Si parla tanto di protezione dei dati personali … ho imparato che prima di tutto I DATI PERSONALI VANNO PROTETTI DALLA STESSA PERSONA CHE LI DETIENE.

Mi è capitato in un altro articolo di scherzare sul divorzio di coppia conseguente dalla perdita del filmino del battesimo del figlio. Scherzo ma non troppo, perché di padri disperati per la perdita di tutto l’archivio fotografico degli ultimi quindici anni ne ho conosciuti diversi. Non so se si sono separati, ma sicuramente hanno dovuto subire per anni l’ira mammesca e durante le notti in bianco avranno maledetto i jpg (geipeg) e le foto digitali in generale..

Eh si, perché per perdere tutto il proprio passato digitale non c’è bisogno di un hacker russo cattivo cattivo che ti entra nel pc e ti chiede qualche migliaia di euro di riscatto. E’ sufficiente un po’ di negligenza da parte tua e la tecnologia che ci mette lo zampino, un hard disk che si rompe all’improvviso, una chiavetta usb che si rifiuta di collaborare, il mancato rinnovo di una licenza di qualche “cloud” (è un classico che te ne accorgi dopo un mese, perché l’avevi fatto con quella vecchia mail della quale non sai più la password) … e dopo un mese il “cloud” che teneva i tuoi dati al sicuro li cancella irrimediabilmente

… è una questione di privacy

Una volta doveva succedere qualcosa di grosso… un alluvione, un terremoto … e allora perdevi tutto. In quel tutto c’era anche l’album delle foto del matrimonio. Puoi immaginare che di tutti i dolori dovuti ai lutti e alla perdita di cose ben più importanti, l’album delle foto passasse in secondo piano. E poi magari era una delle poche cose che riuscivi a recuperare, passata la tempesta, tra le macerie.

Oggi … può bastare un semplice sbalzo di corrente e potresti dire addio a tutta la tua collezione di video porno.

C’è un modo per scongiurarlo? Te lo dico in un orecchio … NO. Però puoi fare tante cose per allontanare quell’eventualità.

 

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